Belloni davanti alla Corte Costituzionale per i committenti del trasporto contro l’azione diretta de
Lo studio Belloni nel difendere le ragioni di una società multinazionale a fronte di pretese da parte di un sub-vettore nell’ambito del trasporto di merci ha invocato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1 bis, comma 2, lettera e) del decreto-legge n. 103/2010, inserito dalla legge di conversione n. 127/2010, con cui è stato introdotto l’art. 7 ter, D.Lgs. n. 286/2005.
Il Tribunale ha accolto l’eccezione pregiudiziale promossa dallo studio legale e ha disposto con Ordinanza del 5 marzo 2019 la trasmissione degli atti del giudizio alla Corte Costituzionale con contestuale notifica al Presidente del Consiglio dei Ministri e comunicazione ai Presidenti delle due Camere del Parlamento.
Ora la Corte Costituzionale dovrà decidere sull’invocata violazione dell’art. 77, comma 2, Cost. per carenza di omogeneità tra l’oggetto del decreto legge e la legge di conversione. La pronuncia della Corte Costituzionale potrebbe avere un notevole impatto nel mondo dei trasporti, infatti, qualora l’art. 7 ter venisse dichiarato incostituzionale, si aprirà la strada a numerose richieste di ripetizione di somme versate da committenti e vettori ai vari sub-vettori che si sono avvalsi dell’azione diretta, specialmente in presenza di procedure concorsuali.